Obiettivi della Selezione


La P.R.I. è una razza a “duplice attitudine”, ove l’attività di miglioramento genetico è finalizzata alla contemporanea ottimizzazione delle produzioni di latte e carne. E’ strategico per la razza considerare entrambe le attitudini, poiché le conferiscono caratteristiche di tipicità che la diversificano dalle altre, rendendola competitiva soprattutto in quei contesti ove la sola produzione di latte non paga.

Ma la duplice attitudine trova ancora spazio nel contesto produttivo attuale che si caratterizza per una spinta specializzazione? La risposta è si, anzi, in certi casi, possiamo dire che è più attuale che mai. Il mercato odierno si caratterizza per un prezzo del latte non sufficientemente remunerativo. La riduzione dei costi di produzione si configura, quindi, come una necessità imprescindibile al fine di ottenere dei guadagni dall’attività di allevamento. Questa può avvenire non solo aumentando la quantità di latte prodotta e riducendo quindi il costo unitario del litro latte, ma anche limitando l’esborso di denaro legato ad una difficile gestione della mandria ed, inoltre, ottenendo reddito da fonti alternative alla sola vendita del latte.

Poter disporre di animali che oltre a produrre latte di qualità, sono facili da gestire, fertili, resistenti alle mastiti e che garantiscono comunque un reddito soddisfacente derivante dalla carne (vitelli e animali a fine carriera), può rappresentare una valida strada da seguire per far quadrare il bilancio. La duplice attitudine, da questo punto di vista, può risultare una scelta gestionale vincente.



Gli obiettivi di selezione possono essere sinteticamente così riassunti:

  • Aumentare la quantità di latte prodotto e migliorare la qualità dello stesso, mantenendo ai livelli attuali il contenuto in cellule somatiche e la resistenza alle mastiti.
  • Migliorare l’attitudine carne, attraverso l’ottenimento d’animali che manifestano una crescita rapida, presenza di adeguata copertura muscolare, in particolare dei tagli di maggiore pregio.
  • Miglioramento della conformazione della mammella, sempre più un obiettivo primario poiché strettamente legato alla durata in stalla degli animali.
  • Miglioramento della “mungibilità” delle vacche, con conseguenti minori costi di esercizio, ed effetti positivi su aspetti di tipo sanitario che, in ultima analisi, si riflettono sulla longevità delle bovine.
  • Miglioramento della longevità attraverso una selezione indiretta per caratteri quali mammella, mungibilità e conformazione degli arti.



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