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LA PRI ALLA FIERA DEL BOVINO DA LATTE A CREMONA
- 27/30 Ottobre 2011-

Di Degano Lorenzo

Anche quest’anno l’ANAPRI era presente in quel di Cremona in occasione della 66a edizione della Fiera del bovino da latte, senza timore di smentita il principale appuntamento fieristico del settore della zootecnia bovina da latte; mostre, meeting, convegni, un programma fieristico denso che ha attirato, come sempre, numerosi visitatori, nonostante la profonda crisi in cui versa il nostro comparto e più in generale l’agricoltura; peraltro il settore dei formaggi a lunga stagionatura come il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano godono invece di un momento di straordinario successo.  Per il primo si spuntano 0,50 Euro e per il secondo 0,68-072 Euro. Purtroppo non si può dire altrettanto per gli allevatori friulani, poiché in questa regione il prezzo del latte è tra i più bassi del paese.
Dando un occhio fuori dal nostro padiglione, erano diversi gli espositori presenti in fiera che proponevano sistemi per la produzione di energia dai panelli fotovoltaici, agli impianti di biogas, ad impianti in grado di sfruttare l’energia eolica. Ormai le aziende agricole si trovano costrette a trovare altre fonti di reddito per far quadrare i conti. Anni a dietro si parlava sempre più di specializzazione; oggi, invece è necessario disporre di più entrate al fine di poter sopportare periodi di crisi legati ad un mercato che raramente riconosce il vero valore alle produzioni del settore agricolo. Personalmente ritengo che questa possa essere una delle strade da percorrere per garantire la permanenza in azienda anche delle giovani generazioni purché la produzione di energia  avvenga sfruttando esclusivamente i reflui zootecnici o scarti di altri processi produttivi e non preveda l’utilizzo in via principale di mais, che forse sarebbe meglio destinare direttamente o indirettamente per l’alimentazione umana e i pannelli fotovoltaici vengano posati sui tetti e non sui terreni agricoli.
Vi è, quindi, una corsa ad una diversificazione delle fonti di reddito che, se vogliamo, è sempre stato il moto della Pezzata Rossa Italiana, razza che da sempre ha individuato nella duplice attitudine la strada da perseguire, anche quando molti allevatori erano attirati dalle “sirene” della specializzazione produttiva, scelta che se per certi contesti produttivi si è dimostrata vincente per altri è risultata inadatta. E fa piacere essere proprio in quel di Cremona, la patria della zootecnia da latte, e trovare l’apprezzamento anche degli allevatori locali che per anni hanno visto nel solo latte il metro di giudizio per valutare la redditività di un animale.
Nonostante in queste zone non sempre vi è una adeguata valorizzazione della carne (vitelli e vacche a fine carriera), il fatto che la Pezzata Rossa manifesti parametri di fitness difficilmente individuabili nelle razze a maggior diffusione è di per se motivo di interesse, soprattutto da parte di quei allevatori ormai stanchi di lottare quotidianamente con una gestione difficile della mandria; non per niente negli anni vi sono sempre più ditte che propongono l’incrocio come sistema per sfuggire da tutto ciò che l’incremento della consanguineità ha determinato negli anni. La Pezzata Rossa non è interessata da questo fenomeno se non come razza incrociante. Aver seguito la politica dei piccoli passi, evitando la strada lastricata di una selezione basata su poche linee di sangue, oggi paga.
Dodici erano i soggetti esposti e venduti di cui 5 bovine, 7 manze, tutti animali provenienti dal Friuli e destinati ad aziende del Nord Italia., richiesta di animali che si fa sempre più consistente a dimostrazione del cresciuto interesse nei confronti della razza. La nostra presenza in fiera ha proprio questo scopo quello di far conoscere ai più le caratteristiche di questa razza, che seppur in continua espansione, ha ancora ampi margini di diffusione, soprattutto nelle aree di montagna e nelle aziende di media piccola dimensione. Capita ancora sentire qualcuno che indica la Pezzata Rossa come razza da carne, tratti in inganno dal fatto che in una pezzata rossa non è possibile vedere il garrese affilato o la coscia piatta; il fatto che con una Pezzata Rossa in vita non è possibile fare una lezione di anatomia riguardo l’apparato scheletrico, buttandola sul ridere, non vuol dire che la vacca non sia redditizia, anzi… oggi si sente parlare di BCS e di copertura adiposa anche da chi per anni ha selezionato per la così detta angolosità. Ecco allora che è necessario continuare ad essere presenti a queste manifestazioni, per far capire che il mondo può essere non solo in bianco e nero, ma ci sono tanti altri bei colori da valorizzare… Francia Docet.
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