Libro Genealogico

 

Regolamento UE 1012 del 8 giugno 2016: cambiano le norme europee che regolamentano i libri genealogici e gli scambi di materiale genetico.

 

Dopo un lunghe trattative all’interno del gruppo di lavoro europeo, il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio a Bruxelles hanno definitivamente approvato questo nuovo strumento legislativo che dà una nuova  disciplina al settore del miglioramento genetico animale, più moderna e rispondente alle nuove esigenze.

Queste nuove regole sono già in vigore (dal 19 luglio 2016, 20° giorno dopo  la pubblicazione). Per la loro effettiva efficacia, i paesi membri devono recepirle nella propria legislazione nazionale, entro il termine massimo del 1° novembre 2018. Come noto, il nostro paese ha già avviato questo iter, prima con l’approvazione da parte del parlamento del collegato agricolo, contenente già all’art.9 le nuove indicazioni su questa materia, e successivamente con la revisione della legge 30 affidata al Governo. Essa dovrà pertanto rispettare tutte le norme stabilite nel nuovo regolamento UE 1012.

In particolare il regolamento disciplina:

  •          le norme zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro materiale germinale, nonché al loro ingresso nell'Unione;
  •          le norme per il riconoscimento degli enti selezionatori e degli enti ibridatori e l'approvazione dei loro programmi genetici;
  •          i diritti e gli obblighi degli allevatori, degli enti selezionatori e degli enti ibridatori;

 

 

 

  •           le norme relative all'iscrizione di animali riproduttori in libri genealogici e registri suini ibridi e all'ammissione alla riproduzione di animali riproduttori e del loro materiale germinale;
  •          le norme relative alla prova di performance e alla valutazione genetica di animali riproduttori;
  •          le norme relative all'emissione di certificati zootecnici per gli animali riproduttori e il loro materiale germinale;
  •          le norme relative all'esecuzione dei controlli ufficiali, e in particolare quelle sugli enti selezionatori e sugli enti ibridatori, e le norme relative allo svolgimento delle altre attività ufficiali;
  •          le norme relative all'assistenza amministrativa e alla cooperazione, nonché le norme relative alla corretta applicazione della legislazione da parte degli Stati membri;
  •          le norme che disciplinano l'esecuzione dei controlli da parte della Commissione negli Stati membri e nei paesi terzi.
  • si tratta quindi di una sorta di “testo unico” sulla riproduzione animale e sul miglioramento genetico, tant’è che questa unica disposizione, fatta di 69 articoli e 7 allegati, sostituisce ben nove direttive comunitarie e una decisione CE precedenti.
  • L’obiettivo primario è stato quello di uniformare il sistema legislativo dei diversi paesi su questa materia, in particolare sul riconoscimento delle associazioni allevatori, dell’approvazione dei programmi di selezione, sull’iscrizione degli animali al libro genealogico e ai rispettivi registri, nell’emissione dei certificati genealogici e infine nell’effettuazione dei controlli funzionali e delle valutazioni genetiche . In questo modo devono essere rimosse eventuali barriere commerciali prima esistenti, elevando così la trasparenza e la confrontabilità degli animali selezionati e del loro materiale riproduttivo.
  • Molte delle prescrizioni del nuovo regolamento, sono state mantenute dalle vecchie direttive UE. Oltre alla diversità di tipologia legislativa (regolamento anziché direttiva), le principali novità sono le seguenti:
  •          le associazioni di allevatori che detengono il libro genealogico di una razza in un determinato paese possono far aderire anche allevatori di altri paesi, purchè ottengano il riconoscimento sia del Libro Genealogico che del relativo programma di selezione, dal paese terzo. In sintesi, si tratta dell’introduzione del principio del LIBRO GENEALOGICO TRANSFRONTALIERO. Tuttavia, il riconoscimento di un organizzazione di allevatori estera può essere appellabile dall’organizzazione nazionale dall’organizzazione nazionale, riconosciuta dallo Stato, attiva per quella razza o specie.
  •          Dal precedente principio si evince che qualsiasi organizzazione che intende svolgere attività di selezione su una determinata razza o specie deve avere il riconoscimento dello stato membro in cui opera. Le associazioni allevatori già operanti ai sensi di precedenti normative nazionali, si intendono già riconosciute anche con questa nuova normativa.
  •          gli allevatori possono iscrivere al Libro Genealogico anche animali non di razza pura, pur trattandosi di una sezione supplementare. Finora la registrazione in Libro (sezione principale) era consentita solo ai soggetti di razza pura.
  •        Le razze a rischio di estinzione possono iscrivere soggetti maschi alla sezione principale anche se i genitori sono iscritti alla sezione supplementare. Finora questa prerogativa era ristretta solo alle femmine.
  •        I certificati genealogici possono essere prodotti in forma elettronica. Finora, era possibile solo su carta. Questo particolare verrà regolamentato a breve da uno specifico regolamento attuativo UE.
  •         I tori abilitati all’inseminazione artificiale selezionati per la carne (razze da carne o a duplice attitudine) devono essere valutati geneticamente con un’attendibilità di almeno 30%. Finora, per questi valori genetici non era richiesto alcun valore minimo di attendibilità.
  •          I soggetti maschi valutati genomicamente possono essere considerati idonei alla fecondazione artificiale, purchè il metodo di calcolo sia stato validato ufficialmente da Interbull. Finora c’era solo un minimo di attendibilità del 50% sull’indice latte. Per le razze a limitata diffusione, nessun limite di attendibilità è previsto.
  •          I controlli sull’applicazione di questa normativa possono essere fatti anche da esperti nominati dalla Commissione UE, mentre finora potevano essere solo nazionali.

Complessivamente, ritengo che questo nuovo regolamento rappresenti un passo avanti nella direzione di una maggiore trasparenza nella pubblicazione dei dati genetici a garanzia di una piena confrontabilità del valore genetico dei riproduttori. Per contro, è stata introdotto più liberismo e meno protezionismo nazionale, nel rispetto del principio del libero scambio delle merci e dei servizi all’interno dell’unione. Difficile frenare questa tendenza in nome del made in Italy. Quindi, la sfida sarà, anzi lo è già ora, dimostrare la qualità della nostra selezione, anche in rapporto al suo prezzo.

A nome di ANAPRI, ringrazio il MIPAAF e il suo staff tecnico per aver contribuito fattivamente alla stesura di questo importante strumento che ci consente di lavorare per la selezione italiana della Pezzata Rossa con regole più chiare, più moderne e più trasparenti nei confronti dei concorrenti internazionali.

 
UE MIPAF AIA 
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