di Giacomo Menta

 

In Italia ogni anno vengono importati dall'estero diverse migliaia di manze o di primipare Pezzate Rosse provenienti principalmente da Austria, Germania, Francia e, in misura minore ,da Svizzera e paesi dell'Est. I proprietari di questi soggetti, solo in minima parte, effettuano la traduzione del certificato genealogico. Questo fenomeno avviene peraltro anche in tutte le maggiori razze italiane cosmopolite.
Per ovviare a questo inconveniente l'Anapri ha preso la delibera, nel corso del 2011, di dimezzare il costo della traduzione del certificato con l'obiettivo di aumentare il numero delle genealogie che potessero essere prontamente utilizzabili a livello selettivo.
Da punto di vista del miglioramento genetico è chiaramente meglio conoscere la genealogia dei soggetti importati piuttosto che partire da zero sia a livello di singolo allevatore sia a livello dell'intera razza. Questa operazione di dimezzare i costi delle traduzioni vuole essere un incentivo verso quegli allevatori che sino ad oggi non hanno capito l'importanza di questo lavoro.
Vediamo quindi di elencarne i vantaggi non dimenticandoci prima di ricordare che per i soci di nuova iscrizione sono previste forti agevolazioni di tipo forfettario.

Quanto sotto affermato dovrebbe rendere più chiaro l'importanza che ha tradurre i certificati.

  • Chi decide di aderire ai controlli funzionali dovrebbe essere interessato alla selezione del proprio bestiame. Non conoscere la genealogia degli animali importati vuol dire vedere azzerati tutti i documenti e quindi rimanere in possesso di un soggetto senza genitori e relative performance .Le conseguenze sono plurime e vanno dal non poter fare corretti accoppiamenti programmati o farli male rischiando di incorrere in problemi di consanguineità e ad avere la stima del valore genetico meno attendibile e sicuramente più bassa.
  • Dal punto di vista economico, sia che si intenda un domani vendere il soggetto acquistato o i suoi figli, comporta una perdita importante del valore commerciale non essendo presente la genealogia e le performance dell'animale nel certificato e , nel caso di sue figlie, si ha una stima del valore genetico e conseguentemente commerciale non adeguata essendo monca di molti dati.
  • Nell'auspicabile intendimento che l'allevatore decida poi di assicurare i propri animali, in caso di rimborso, quest'ultimo sarà tanto più alto quanto maggiore sarà il valore genetico del soggetto. Come prima enunciato un bovino senza o con corta genealogia ha un valore anche commerciale più basso di un altro a parità di performance produttive. Le tabelle di riferimento per i risarcimento dei danni utilizzate dalle compagnie assicurative si basano anche sul valore indicato dall'indice genetico (Rank IDA)
Rimane da sottolineare quanto segue:
Chi partecipa ad un progetto che prevede la selezione di una razza e quindi ad un numero di soggetti di svariate decine di migliaia di bovini e di circa 5 mila allevatori come nel caso della PRI, contribuisce ad un lavoro di selezione collettivo che prevede una partecipazione agli utili (nel nostro caso poter utilizzare migliori tori e, più in generale, genetica migliore) ma che comporta il pagamento, anche se parziale, dei relativi costi. Non sarà che anche in questo caso qualcuno pensa sempre di essere più furbo degli altri nell'esigere risultati senza partecipare ai lavori?
Siete sicuri che risparmiando dodici euro non ne perdiate in pratica molti di più?

 

 
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