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LA CARNE FA DAVVERO MALE ?

Sulle più importanti testate giornalistiche, alla fine di ottobre, è scoppiata come una bomba la notizia che l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) ha inserito le carni "rosse lavorate" tra le sostanze cancerogene. A far scoppiare le polemiche era stato un articolo apparso su “ The Lancet Oncology”, ripreso dalla maggior parte dalla stampa a livello mondiale.

l’OMS ha preso questa decisione sulla base del rapporto dello IARC (International Agency for Research on Cancer) che conferma, sulla base di oltre 800 studi scientifici sul legame tra dieta contenente carni rosse e cancro, le raccomandazioni a limitare le carni rosse lavorate nell'alimentazione . Quale è il problema di fondo visto che di queste cose se ne parla ormai da tempo? E’ che i titoli dei giornali nazionali hanno toni così sensazionalistici che, dopo appena due giorni, la vendita nelle macellerie italiane e diminuita del 20 %. Naturalmente vegetariani e vegani nonché produttori di carni bianche gongolano mentre i produttori di carne rossa prendono l’ennesima bastonata sulla schiena.
Personalmente lo scrivente (ma vi assicuro che sono in buona compagnia) è convinto che gli umani siano una specie onnivora e che come tale, dai primordi, si sia nutrita di tutto ciò che trovava sul territorio, (principalmente frutti selvatici, bacche, tuberi, etc.) e fra questo anche della carne di animali che venivano cacciati. Dopo la scoperta del fuoco l’ha mangiata cotta, naturalmente.
Mangiare carne allora avveniva probabilmente saltuariamente.

Con l’evoluzione della specie umana, le aree più vocate all’allevamento come l’America (125 Kg a testa) e l’Europa del Nord, nonché l’Australia (120 kg a testa), Argentina, etc. hanno visto i loro abitanti diventare grandi consumatori di carne mentre il resto del mondo ne fa un uso molto minore. (in Italia circa 75 kg).
Nel nostro paese, all’attuale consumo di carne, ci si è arrivati peraltro dopo gli anni sessanta, sull’onda di un maggiore e generalizzato benessere economico.
Ora torniamo un po ai giornali, televisione, a tutti quelli che influenzano le conoscenze dei consumatori.

Dopo i primi titoli dai toni catastrofici ma che aumentano la tiratura dei quotidiani e l’audience televisivo, ecco le prime interviste ai luminari della medicina che sentenziano: non fa male mangiare carne 1 0 2 volte la settimana, in quantità tali da non abbuffarsi! Naturalmente più la carne è prodotta senza l’ausilio di conservanti o altre diavolerie e meglio è.

Quando inizieranno a fare un po di informazione seria dicendo, per esempio, che in Italia il maschio castrato (il famoso manzo che si trova peraltro scritto su tutte le vetrine delle macellerie) è più raro che trovare biglietti da 100 euro per strada? Che la carne frollata non è carne vecchia e altre panzane del genere? Che la carne rossa contiene proteine nobili (ricche di aminoacidi essenziali che l'organismo umano non produce da sè), vitamina B1, ferro e zinco, elementi importanti per una buona salute ?
Il tumore è un problema troppo serio per poterci speculare sopra e sulla salute umana non si fanno compromessi, ma non si può neanche mettere sullo stesso piano un wurstel industriale fatto con non si sa quali sottoprodotti , importati magari da chissà dove, condito con un bel cocktail di conservanti, con una carne fresca ottenuta da animali allevati localmente in condizioni ottimali di alimentazione e di benessere. Dire di non abusare con i quantitativi è legittimo, ma non mortficare chi si impegna a produrre qualità, come gli allevatori di Pezzata Rossa Italiana, e i consumatori attenti lo sanno distinguere bene. Per cui ben vengano controlli seri ma basta con la caccia alle streghe e con titoli che fanno guadagnare soldi a pochi e rovinano molti. Un conto è scrivere: mangiare troppa carne può favorire l’insorgenza di alcune tipologie di tumore ed un altro è scrivere: la carne è cancerogena.
Per fermarci alla PRI la nostra razza viene allevata mediamente in aziende medio piccole; le nostre bovine trasformano principalmente erba e fieno (i giornalisti dovrebbero capire che l’uomo non può digerirli) in aminoacidi essenziali per la salute umana. Sino ad oggi ha funzionato così.

Guarda caso però che un’altra notizia bomba è apparsa sui giornali dopo il presunto legame carne/ tumore: ora mangiare larve ed insetti è stato finalmente legalizzato dalla legge! I nostri allevatori possono stare sereni e iniziare ad allevare grilli, cicale, etc.

A questi punti però non ci resta che augurare un buon appetito ai consumatori.

Di: Giacomo Menta e Daniele Vicario

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Dalla rivista..

NUMERI ……. NON PAROLE

 

Abbiamo scritto molto volte che la Pezzata Rossa Italiana per longevità, fertilità, conteggio medio delle cellule somatiche, possiede numeri di assoluto valore. Siamo peraltro perfettamente d’accordo con chi afferma: “in Dio ci credo ma tutti gli altri mi mostrino i numeri” ma, anche in questo caso, ci sono torme infinite di individui che, per partito preso, sono scettici e vanno dicendo in giro che “i numeri si lasciano scrivere”. Visto che per mestiere non facciamo i classici "venditori di pentole” mostriamo con grande piacere i dati che altri hanno scritto. 

 

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Latte A2 A2

QUALE E’ LA SITUAZIONE NELLA POPOLAZIONE DI PEZZATA ROSSA ITALIANA

 

Chi naviga in Internet e va a vedere le pagine che riguardano il latte avrà osservato che le notizie inerenti il latte A2 A2 aumentano in maniera esponenziale.

Del  latte A2 A2 ne avevamo parlato sul numero 4 della rivista “Pezzata Rossa” del 2013.

Per un breve richiamo ai nuovi lettore possiamo sintetizzare che l’interesse per il latte con Beta –caseine A2 A2 è relativamente recente ed è inerente gli aspetti salutistici del latte rispetto alla salute umana.

In pratica alcuni studiosi di medicina umana in Australia e Nuova  Zelanda affermano che alcune malattie dell’uomo sono influenzate dall’assunzione di latte in cui le beta caseine A2 A2 sono scarsamente rappresentate .

La domande che suona spontanea è: come può un alimento naturale come il latte nuocere alla salute dell’uomo ?

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L'IMPORTANZA DELLA TRADUZIONE DEI CERTIFICATI GENEALOGICI

di Giacomo Menta

 

In Italia ogni anno vengono importati dall'estero diverse migliaia di manze o di primipare Pezzate Rosse provenienti principalmente da Austria, Germania, Francia e, in misura minore ,da Svizzera e paesi dell'Est. I proprietari di questi soggetti, solo in minima parte, effettuano la traduzione del certificato genealogico. Questo fenomeno avviene peraltro anche in tutte le maggiori razze italiane cosmopolite.
Per ovviare a questo inconveniente l'Anapri ha preso la delibera, nel corso del 2011, di dimezzare il costo della traduzione del certificato con l'obiettivo di aumentare il numero delle genealogie che potessero essere prontamente utilizzabili a livello selettivo.
Da punto di vista del miglioramento genetico è chiaramente meglio conoscere la genealogia dei soggetti importati piuttosto che partire da zero sia a livello di singolo allevatore sia a livello dell'intera razza. Questa operazione di dimezzare i costi delle traduzioni vuole essere un incentivo verso quegli allevatori che sino ad oggi non hanno capito l'importanza di questo lavoro.
Vediamo quindi di elencarne i vantaggi non dimenticandoci prima di ricordare che per i soci di nuova iscrizione sono previste forti agevolazioni di tipo forfettario.

Quanto sotto affermato dovrebbe rendere più chiaro l'importanza che ha tradurre i certificati.

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